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Omiai お 見 合 い Incontrarsi per Sposarsi

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omiai japan wedding 3

Miai oppure più comunemente chiamato Omiai fa parte di un’antica tradizione giapponese, dove due persone che non si conoscono, si incontrano con lo scopo del matrimonio.

Questa pratica la si fa risalire al 16 ° secolo, in era feudale, e veniva praticata tra la classe dei samurai come fine politico-militare (come i romani che facevano sposare le loro figlie per scopi politici), per poter consolidare e garantirsi alleanze importanti. Durante il periodo Tokugawa (1603-1868), la pratica dell’Omiai incominciò a diffondersi anche alle altre classi come emulazione di uno status che apparteneva solo alle famiglie dei samurai.

 

omiai japan wedding 2


Questa pratica è sopravvissuta fino ai giorni d’oggi, seppur il suo significato iniziale e soprattutto la frequenza del suo uso siano stati drasticamente ridimensionati. Nonostante tutto da una ricerca del 2005 di un importante ente nazionale risultava che il 6.5% dei matrimoni in Giappone risultano ancora “arrangiati”.

Come tutte le tradizioni giapponesi che provengono da un così lontano passato, anche l’Omiai ha le sue “forme” e “codici” che rende questi incontri molto particolari. Di solito avvengono con la presenza dei genitori, o uno di loro (anche se non sempre è richiesta la loro presenza), dei partecipanti ed è “regolata” da una figura importante, il nakōdo 仲人, di solito colui che ha permesso che l’incontro avvenisse, quello che fa da tramite per i due partecipanti.

Tra i ruoli che ricopre c’è quello da fungere da “ponte”, hashikake 橋架 , svolgendo la funzione di colui che introduce i candidati e le loro famiglie.
Il secondo ruolo è quello di collegamento per le famiglie per scongiurare, o per lo meno ridurre al minimo, le frizioni o gli attriti che possono avvenire a causa di opinioni diverse.
Il terzo ruolo è da fare da intermediario, in caso di successo, per gestire e spiegare i dettagli del matrimonio.

Per Omiai più complessi, che possono vedere coinvolte famiglie di un certo status sociale, il nakōdo ha tra i suoi compiti la possibilità di svolgere indagini sul possibile candidato. Si arriva in alcuni casi addirittura all’utilizzo di agenzie (specializzate in questo genere di investigazioni) per reperire il maggior numero d’informazioni e creare così una più ampia scelta tra i candidati ed escludere situazione imbarazzanti.

Per l’incontro viene preparata una stanza privata (di solito una delle più belle) all’hotel definito per l’incontro. Oppure una sala privata di un ristorante, a casa dell'uomo, o la casa della donna. Si occupa di tutta la parte organizzativa il nakōdo.

 

omiai japan wedding


Quando arrivano le persone interessate, il Nakoudo le riceve stando in piedi vicino al tavolo e dispone i posti a sedere dei partecipanti indicando loro le posizioni.

L'intermediario introduce la donna all'uomo, di seguito è l'uomo che viene introdotto alla donna.

Ci sono alcune regole “base” di cui tener conto. Come il non vantarsi dei propri parenti e famigliari.  Né far cenno alle storie passate parlando delle ex o chiedere quante storie si abbiamo avuto in precedenza.

Non si deve chiedere il reddito della controparte, né quali siano i suoi studi o la sua formazione. Quali siano i suoi principi ed ideali, di politica e della religione.

Una volta finito l’incontro è solo il Nakoudo che provvederà a contattare la controparte per informarli di com’è andato l’incontro, eventualmente per chiudere la cosa o organizzare un altro incontro più informale, o addirittura far sapere se la controparte sia d’accordo per il matrimonio.

Chi è appassionato di Drama giapponesi (serie tv del Giappone) avrà visto scene simili. Le due persone a un tavolo, le famiglie di lato che incominciano a parlarsi e capire di più su di loro. Caratteristico ( e sono sicuro che molti se lo ricordano) è il “libro” con la foto grande che illustra il partecipante , lo avete presente?

E’ un aspetto del Giappone che pochi conoscono, io stesso sapevo poco di questa tradizione prima di documentarmi per il post. Per quanto possa suonare anacronistica per i tempi moderni, ha un certo fascino racchiuso in queste formalità medievali.

 

 


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